ASINCRONIE L’immagine e il suono tra lo spazio del reale e il film d’archivio
novembre 27, 2019

ASINCRONIE 2020 – Cinema e fotografia all’Argentiera

Asincronie 2020 è la prima edizione del festival dedicato al cinema e alla fotografia all’Argentiera, organizzato con il patrocinio e il sostegno del Comune di Sassari, inserito nella manifestazione Sassari Estate 2020, con la collaborazione della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, il progetto “Sardegna in 4 Movimenti” della Fondazione di Sardegna, il service Video Sound di Porto Torres, e una serie di attività ricettive e di ristorazione site nel borgo dell’Argentiera.

Si svolge tra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre con due fine settimana dedicati alle proiezioni e gli incontri con autori e un laboratorio di fotografia sul paesaggio. Nel mese di ottobre è previsto l’evento Asincronie – Off, con due eventi collaterali e due serate di proiezione con l’invito di autori e registi nella città di Sassari.

Il festival è dedicato ai temi del lavoro in miniera, l’emigrazione, il paesaggio, la memoria. Quattro film e un laboratorio di fotografia residenziale nella suggestiva location di Pozzo Podestà.

Ad inaugurare Asincronie 2020 venerdì 28 agosto alle 20.45 un film capolavoro della cinematografia sociale europea “Dejà s’envole la fleur maigre” (Già vola il fiore magro) di Paul Meyer, del 1960, un film di rar poesia che racconta le condizioni di vita degli emigrati italiani nelle baracche del Borinage, le miniere del Belgio. Il regista si fa portavoce tra finzione e scene reali della memoria della storia operaia attraverso la preziosa opera di documentazione della comunità di minatori provenienti da tutta Europa, tra cui una famiglia di sardi. La copia del film, restaurata e custodita negli archivi, è stata messa a disposizione dalla Cineteca Sarda – Società Umanitaria di Cagliari. Il film è introdotto dal direttore Antonello Zanda, che terrà un incontro tematico sulla storia delle miniere in Belgio e la relazione tra cinema e miniere.

Sabato 29 agosto alle 20.45 il giovane regista Alberto Diana presenta il suo documentario Fango Rosso, mediometraggio opera prima presentato all’ultima edizione del Torino Film Festival. Lo sguardo di una giovane generazione raccoglie una storia di promesse mancate: il progresso come un miraggio e la politica come un inganno, che ha lasciato una pesante eredità post industriale nel territorio del Sulcis.
La serata sarà aperta con un omaggio al grande documentarista Vittorio de Seta con la proiezione del corto Sulfarara, girato negli ’50 nelle minieredi zolfo della Sicilia.

Venerdì 4 settembre alle 19 si tiene l’incontro con il fotografo e architetto Davide Virdis, nell’ambito del ciclo di incontri “Fotografia fuoriserie” dedicato alla diffusione della cultura e dei linguaggi delle fotografia. L’evento è un’occasione di dibattito e conoscenza dei progetti curati dall’autore, con la presentazione in anteprima di alcune immagini inedite scattate nella Firenze del lockdown e facenti parte di un più ampio progetto di documentazione delle città d’arte italiane durante la pandemia, sostenuto dall’Università di Firenze. Davide Virdis esplora il centro della città d’arte e le sue periferie concentriche, rilevando il rapporto tra lo spazio urbano e la dimensione umana e abitativa, e restituendo un importante documento fotografico della città travolta dall’improvvisa assenza delle moltitudini di visitatori e turisti.
Alle 21,30 appuntamento con il cinema e la grande documentarista Cecilia Mangini che racconta nel film “Due scatole dimenticate“, diretto con Paolo Pisanelli, un viaggio nella memoria attraverso le fotografie scattate nel Vietnam del Nord in guerra con gli U.S.A tra il 1964-65. Il film è introdotto da un messaggio audio dei registi, che non sono potuti essere presenti.

Sabato 5 settembre alle 20.45 il cinema riporta la riflessione nei territori della Sardegna con il pluripremiato documentario di M. D’Anolfi e M. ParentiMateria Oscura“, che esplorano il Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, dove, per oltre 50 anni, i governi di tutto il mondo hanno testato armi nuove compromettendo inesorabilmente il territorio e la vita degli abitanti.
Le proiezioni sono precedute da una selezione di fotografie gentilmente concesse dal fotografo sassarese Salvatore Masala, con alcuni scatti che raccontano il paesaggio della borgata dell’Argentiera negli anni ’70-’80.

Dal 4 al 6 settembre si svolge il laboratorio di fotografiaArgentiera. Un paesaggio di sovrapposizioni” a cura di Davide Virdis, rivolto a fotografi, giovani e interessati al linguaggio delle immaigni e finalizzato alla ricerca e produzione fotografica intorno al concetto contemporaneo di paesaggio con un’esplorazione nel territorio dell’Argentiera, i cui risultati verranno presentati nel corso dell’anno a conclusione del percorso.

Asincronie – off: Nel mese di ottobre sono previsti due appuntamenti di chiusura e collaterali al festival, dedicati ai linguaggi sperimentali e al cinema sociale: tre cortometraggi e un mediometraggio a regia femminile, presentati a importanti festival, che raccontano con nuovi linguaggi la condizione delle donne nel  mondo e la Sardegna attraverso i materiali di archivio.

Asincronie 2020 si chiude con un film documentario di recente uscita di un importante regista che porta all’attenzione il tema del carcere, con “Non è Sogno” di Giovanni Cioni.